Quanto è preziosa l’intelligenza emotiva

Si sa che non esiste un’unica formula su come crescere correttamente un bambino. Ognuno ha i propri metodi, le proprie convinzioni, anche se lo scopo è unico per tutti: la sua felicità.

Educare un bambino nel modo giusto non è semplice ma necessita di un’attenzione ampia. I genitori tendono a soffermarsi principalmente sullo sviluppo cognitivo, tuttavia per crescere bene, i bambini hanno bisogno di sviluppare un'altra forma di intelligenza che richiede l'interazione consapevole con gli altri e una piena consapevolezza di sè. Devono, cioè, sviluppare quella che si chiama intelligenza emotiva.

Ma cosa si intende per “Intelligenza emotiva”? L’intelligenza emotiva è definita come capacità di riconoscere, comprendere, utilizzare e gestire in modo consapevole le proprie emozioni e quelle altrui. Dare un nome alle proprie emozioni ci aiuta a capire chi siamo e ci permettere di essere individui felici, ci orienta nelle situazioni che accadono quotidianamente.

Per i bambini questo si sviluppa nel tempo, facendo ovviamente esperienza: non è solo una questione di temperamento, ma anche diesercizio. L’ambiente che li circonda (scuola, casa, parco giochi, sport) permette loro di confrontarsi e di imparare dai comportamenti esterni. In questo modo, imparano ad auto motivarsi, a controllare gli impulsi, a relazionarsi con gli altri, ad accrescere l’empatia e soprattutto a comprendere meglio se stessi.

L’educazione emotiva sta nell’insegnare a denominare verbalmente le emozioni, ossia etichettare le emozioni per poterle gestire al meglio. Questo è importante quando si parla di relazione con gli altri perché si impara a comunicare non sottovalutando i suoi vari aspetti.

Pertanto è consigliabile iniziare da subito, quando i bambini sono ancora molto piccoli, per fare sì che la loro intelligenza emotiva si sviluppi sempre più con il tempo. Grazie allo studio di questa capacità e alle continue ricerche su quali strumenti utilizzare per favorirla e potenziarla, sono molte le attività che possono aiutare i nostri piccoli a sviluppare questo particolare tipo di intelligenza. Eccone alcune.

Tra i vari strumenti ci sono “Le palette delle emozioni” , sono semplici cartelli in cui sono rappresentate delle faccine che esprimono le 4 emozioni fondamentali: gioia, rabbia, paura, tristezza a cui poi potete aggiungerne altre, come la sorpresa ad esempio. Il gioco che potete fare a casa consiste nel nominare un’emozione, chiedendo al bambino di che emozione si tratta e in quale paletta è rappresentata. Questo semplice e divertente gioco è molto utile per 3 principali motivi:

  • Aumentare e sviluppare la consapevolezza emozionale (riconosco l’emozione che sto provando);
  • Accrescere il proprio vocabolario emotivo (do un nome all'emozione che provo);
  • Stimolare lo sviluppo dell’empatia (riconosco l’emozione che sta provando un’altra persona).

Altri esempi per l’allenamento emotivo è data da una serie di consigli volti per lo più a genitori che vogliono diventare dei veri e propri insegnanti emotivi. Queste linee guida sono state elaborate allo psicologo John Gottman che suggerisce come comportarsi quando il bambino si trova in una determinata situazione di crisi:

  • Cercare di capire se c’è un disagio dietro: sforzarsi di capire cosa c’è che non va o cosa lo turba;
  • Occorre parlare prima di ciò che sta provando e risolvere insieme i suoi problemi, senza ignorare o sminuire le emozioni negative: perché i bambini hanno bisogno di capire ed essere compresi;
  • Non giudicare o dare soluzioni nell'immediato, lasciando così la libertà di sfogarsi e di esprimersi sempre meglio;
  • Aiutarlo a trovare i termini giusti per descrivere ciò che prova: dare un nome alle emozioni procura un effetto rasserenante sul sistema nervoso e lo aiuta a uscire più in fretta dalla sensazione di turbamento;
  • Porre dei limiti a capricci e a comportamenti sbagliati, senza dargli sculacciate e altre punizioni umilianti e aiutarlo a trovare da solo la soluzione al problema: incoraggiarlo lo aiuta a generare da solo le idee per le su possibili soluzioni.

Secondo Gottman: “I figli emotivamente allenati ottengono migliori risultati a scuola, stanno meglio in salute e stabiliscono reazioni più positive con i coetanei. Hanno anche minori problemi di comportamento e riescono a riprendersi più rapidamente dopo esperienze negative. L'intelligenza emotiva permette di essere più preparati ad affrontare i rischi e le sfide della vita”.

In breve, i genitori dovranno perciò acquisire la capacità di immedesimarsi nei propri figli, di provare empatia nei loro confronti, che a prescindere dalle emozioni che essi provano vedono un’occasione di crescita evitando di minimizzare, sottovalutare o deridere le loro emozioni.