Perché l’ozio è un diritto dei nostri bimbi

Dopo la fine della scuola, ai bambini va lasciato un tempo e uno spazio di "decantazione", dicono gli esperti. Un po' di sano ozio non può che fare bene ai nostri figli.

La fine della scuola è per molti genitori l’inizio di un incubo lungo tre mesi: come impiegare il tempo libero dei propri figli? Nonni? Corsi di nuoto, disegno, calcio? Campi estivi? Qualsiasi cosa pur di non piazzarli ore e ore davanti alla tv tra Peppa Pig e Paw Patrol e videogiochi rumorosi.

Un calendario fitto di impegni, in lungo e largo per la città - che neanche un capo di stato - viene spesso imposto ai bambini dimenticando di considerare i loro effettivi bisogni e desideri al termine di un anno comunque impegnativo. Non dimentichiamoci che crescere richiede moltissime energie non solo fisiche.

Secondo il pedagogista Daniele Novara, autore del libro Urlare non serve a nulla, “la condizione infantile, rispetto a 30 anni fa, è profondamente cambiata. Oggi si caratterizza per la sua artificiosità” ovvero si stanno riducendo sempre di più gli spazi di gioco e di aggregazione spontanei, come il cortile sotto casa o i parchi giochi (il più delle volte non adeguatamente attrezzati per le calde giornate estive), luoghi in cui il divertimento non è pianificato da mamma e papà, ma è conseguenza di interazioni naturali, autonome nei tempi e nelle modalità.

Dello stesso avviso anche Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva dell’Università degli Studi di Milano, che suggerisce quando possibile “di evitare di cominciare proprio subito a riorganizzare le loro giornate. Servirebbe loro almeno una settimana di ‘decantazione’ prima di riprendere con impegni più pressanti”. Così anche Raffaele Mantegazza, docente di Pedagogia alla Bicocca di Milano, la quale ci ricorda che “l’estate dovrebbe essere il tempo dell’otium, del dolce far niente”

Insomma, secondo gli esperti bisognerebbe incentivare un po’ di sano ozio, che, naturalmente, non vuol dire affatto anarchia o mancanza di attenzione (quella deve restare alta sempre), ma un’organizzazione meno stressante e ansiogena del quotidiano, compatibilmente con gli impegni di lavoro, si intende. L’ozio inoltre è il primo dei 10 diritti naturali dei bambini e delle bambine, inalienabile.

Stimolare la creatività nel tempo libero attraverso attività semplici aiuta l’inventiva dei bambini, accresce la fantasia e il problem solving di fronte all’imprevisto, soprattutto consente loro di imparare a programmare il proprio tempo da soli, in questo modo acquisiscono sicurezza e coscienza di sé.

Allora, fate un bel respiro e mettete da parte l’agenda, almeno per qualche giorno.