L'inserimento al Nido e alla Scuola dell'infanzia, come affrontarlo al meglio

L'inserimento è un momento importante per il benessere del bambino e della famiglia

L’inserimento all’asilo o alla scuola è un momento delicato, un cambiamento importante però fondamentale per la crescita di ogni bambino.

Per i bimbi rappresenta l’inizio di una nuova esperienza, la condivisione con un luogo dove educatrici e bambini stanno insieme, giocando, divertendosi e imparando tante cose nuove insieme; è un momento che segna il distacco dalla casa e dalle abitudini, ma vissuto in maniera serena e senza traumi, dà la possibilità al piccolo di vivere la sua giornata in un posto bellissimo in cui stare.

L’inserimento proposto dall’Asilo Nido e Scuola per l’Infanzia La Tartaruga è personalizzato e avviene per gradi: per prima cosa, è previsto un incontro con i genitori, durante il quale vengono fornite tutte le informazioni riguardanti i tempi, i ritmi e le abitudini alimentari del bambino. Subito dopo si programmano gli orari di frequenza dell’inserimento nella settimana, in modo da tenere conto delle esigenze personali.

Indicativamente nei primi due giorni, la frequenza sarà di al massimo un’ora insieme ad uno dei genitori, poi si andrà ad aumentare progressivamente e sempre e comunque secondo le risposte comportamentali del bambino. Gli inserimenti non sono tutti uguali ma si realizzano a seconda delle diverse esigenze comportamentali di ogni bambino.

Un rapporto di fiducia tra educatore e genitori segna il primo rapporto di fiducia e crea la relazione scuola-famiglia, fatta scambio e condivisione. Naturalmente questo processo è graduale e si esprime nel tempo passato insieme.

Ogni genitore conosce bene questo momento di “passaggio”, a volte le emozioni e le paure affiorano improvvise.

I dubbi che più spesso assalgono i genitori sono: "Come devo comportarmi i primi giorni?", "Capirà che lo lascio in un bel posto ma poi torno?", "E se ci dovesse mettere tanto a entrare in confidenza con il nuovo ambiente?".

Ecco dunque 5 consigli raccolti dal portale Nostrofiglio.it, frutto di studi e ricerche condotti da Alberto Pellai, medico, psicologo e psicoterapeuta dell’età evolutiva e Roberta Balsemin, pedagogista, utili per mamma e papà che desiderano affrontare al meglio questo percorso:

1. Raccontare al proprio bimbo che andrà al nido

Nel periodo precedente all'ingresso al nido o alla scuola sarebbe importante raccontare al bimbo, anche se ha solo 5-6 mesi, la novità che lo attende.

“Il racconto mette in sintonia le due menti, mamma e bimbo, sull'evento. Inoltre, qualche giorno prima dell'inserimento, per esempio, si può portare il bambino davanti alla struttura e spiegargli, tenendolo in braccio, che quella è la casetta dove andrà dopo le vacanze. Tutto questo predispone la mente del piccolo ad sostenere la nuova esperienza. E poi aiuta entrambi, mamma e figlio, a integrare al meglio questo cambiamento”, affermano gli esperti.

2. Il bambino percepisce le emozioni dei genitori

L’ingresso al nido in particolare, pur se è la conseguenza di una scelta ragionata, è di fatto, un distacco dalla famiglia. Non è così facile e immediato, anche per il genitore, soprattutto a livello emotivo.

Un consiglio è cercare di non trasmettere ansia al figlio. “Il piccolo legge le emozioni sulla faccia della mamma e le registra, come dimostrano gli studi di neuroscienze”.

3. Mamma e papà tornano presto

Nel corso dell'inserimento, quando arriva il momento di lasciare il bimbo un po' da solo, è buona cosa che lui abbia capito che la mamma e il papà si allontanano.

Soprattutto per i più piccoli il concetto di 'prima' e 'dopo' è astratto. Per questo, secondo la pedagogista Balsemin, è importante legare il tempo a una situazione, nota al bimbo, che rimandi a un 'periodo corto'. All'inizio, per esempio, si può dire: 'Ciao, la mamma va a prendere un caffè e torna qui!'. In linea generale, questo dà al bimbo la percezione di un tempo breve.

“In base alle modalità dell'ambientamento, piano piano, la quantità di tempo trascorsa al nido si dilaterà ma è importante nel primo periodo il richiamo a una realtà che il piccolo già conosce e può comprendere”, spiega la dottoressa.

4. Rispettare i tempi del proprio bimbo

È fondamentale capire che ogni bambino ha i suoi tempi, e questo non dipende solo dalla “bravura” del genitore. “L'ambientamento è come una sorta di mix di ingredienti. Una serie di componenti fanno sì che il bimbo sia più tranquillo. Ma è bene tenere presente che nido o scuola non sono un ambiente che “giudica” il genitore”, afferma l'esperta.

5. Imparare ad avere fiducia nella struttura

“Tutto passa attraverso la relazione con persone che non si conoscono ancora. Non è facile. Per questo mamma e bambino devono avere il tempo di entrare in confidenza con le educatrici e l'ambiente”, prosegue la Balsemin. La fiducia verso la struttura è fondamentale ma non immediata e si costruisce con il tempo. E il periodo dell'inserimento offre anche la possibilità di gettare le basi per alimentarla.

Fidarsi e affidarsi al personale preposto è il primo passo. In più, lo psicologo consiglia di non vivere la competizione tra le proprie competenze e quelle dell'educatrice. Un approccio del genere non favorisce la nascita di un sereno rapporto di fiducia.