La figura degli zii nell’educazione dei bambini

Gli zii oggi sono sempre più preziosi nella vita dei bambini, figure ibride a metà tra guide e compagni di gioco. Parliamo di loro e dell’importante ruolo educativo che hanno.

“Solo gli zii possono abbracciare come genitori, mantenere segreti come fratelli e condividere amore come amici”

Così recita un vecchio adagio sulla figura preziosa degli zii, un ibrido meraviglioso per un bambino, un po’ confidente, un po’ maestro, adulto ma anche in un certo senso un compagno di giochi a cui confidare segreti e con cui essere complice. Gli zii, come i nonni, hanno un ruolo fondamentale nella crescita dei bambini di famiglia, i ricordi più belli sono spesso legati ai pomeriggi passati a casa della zia o dello zio a mangiare dolci, a montare le costruzioni appena regalate, ad ascoltare favole strampalate o aneddoti del passato dei propri genitori.

La figura dello zia e della zia è una figura che molti studiosi hanno definito neutrale, così lo spiega Sara Piattino, psicologa, psicoterapeuta e dottore di ricerca all’Università di Genova, intervistata dal portale nostrofiglio.it.:

Per usare una metafora, si può dire che uno zio è una boa in mezzo al mare, mentre i genitori sono la spiaggia sicura da cui partire, dove sostare per la maggior parte del tempo e tornare a rifugiarsi tutte le volte che se ne sente il bisogno. Ma le volte in cui il ragazzo si troverà inevitabilmente in mezzo al mare, sarà confortante sapere che esiste anche la boa come riferimento temporaneo,non troppo vicino o né troppo distante rispetto alla spiaggia, in cui non si può sostare a lungo ma si può trascorrere del tempo per godersi un nuovo orizzonte, guardarlo da un punto di vista differente, tuffarsi con più coraggio nel mare della vita

Oggi nella gestione familiare quotidiana ad aiutare i genitori non ci sono solo i nonni, ma anche i fratelli e le sorelle che contribuiscono all’accudimento dei bambini e alla loro educazione. Secondo una ricerca di Astra Ricerche commissionata da un’azienda di giocattoli e citata nell’intervista, su un campione rappresentativo di 611 genitori, zii, nonni e tate che si occupano dei bambini sotto ai 12 anni, proprio gli zii si dedicano ai propri nipoti nel 21,3% dei casi.

Anche se il riferimento primario nell’educazione restano, come è ovvio, i genitori, lo zio e la zia possono essere un valido supporto per mamma e papà. Possono essere, infatti, di conforto nei momenti di stanchezza o di stress, possono fare da tramite nei piccoli conflitti quotidiani e aiutare così i nipoti a “digerire” meglio rimproveri e punizioni e a rafforzare gli insegnamenti dei genitori. Inoltre, se il rapporto tra fratelli e sorelle è armonioso, questo può essere per i bambini un modello di rispetto, di amore e, soprattutto, di resilienza.

E poi, diciamolo, gli zii, anche se adulti, sono più attivi dei nonni (fisicamente e non solo), e più rilassati dei genitori, non avendo lo stesso obbligo di impartire regole o di imporre l’autorità. Conoscono il linguaggio dei loro nipoti, le tecnologie e le mode del momento, sono come coetanei, ma con più esperienza.

La loro festa è lontana, ricorre, infatti, il 26 luglio, ma non è certo un male festeggiarli tutti i giorni e ricordare quanto siano importanti per tutta la famiglia.