Intervista a mamma Eleonora

Dopo nonna Rosa, abbiamo chiesto ad una mamma "tartaruga" di raccontarci la sua giornata tipo e le ragioni che l'hanno spinta a scegliere il nostro asilo per tutte e tre le sue piccole.

Eleonora è una delle mamme della nostra scuola che ha scelto di raccontarsi in un'intervista. Eccola qui.

Eleonora, ci vuoi raccontare la tua giornata tipo di mamma con tre bimbi piccoli?

La mia giornata tipo è più o meno sempre sulla stessa lunghezza d’onda. Le tre bimbe hanno età diverse (8,5,3) e quindi esigenze diverse e gelosie varie. La mattina è il momento clou della giornata. Sono tutte delle dormiglione. Non le sveglio mai simultaneamente, così facendo riesco ad organizzarmi meglio sulla preparazione. Poi si va a fare colazione e questa avviene tutti insieme (anche con il papà). Il papà successivamente accompagna la grande a scuola mentre io le altre due all’asilo. Qui inizia la “mia” parte di giornata che spesso è fatta di spesa e giri vari, qualche volta mi concedo un giro in palestra o dall'estetista. Alle 13:40 esce la grande da scuola e la vado a prendere poi pranziamo insieme e si fanno rapidamente le 14:30. Un po’ di relax e subito a fare i compiti. Alle 16:30 arrivano le altre due con il pulmino dell’asilo. Le bimbe sono molto affezionate all'autista tanto che non lo lasciano andare senza il bacetto. Appena entrano vogliono fare la merenda sebbene l’abbiano già fatta all’asilo. Il resto è gioco e relax fino alle 19/19:30 ora della cena. A giorni alterni porto la più grande ad attività esterne quali inglese, danza. Le altre due fanno le attività “extra” tutte all’asilo. Dopo cena si fanno le doccette e poi preparazione per la ninna con i loro programmi preferiti in tv.

Se potessi salvare solo tre ricordi divertenti o buffi, uno per ogni figlio, quali salveresti?

Di Maria Luisa, la più grande, ricordo che a circa un anno, un anno e mezzo di età, si addormentava in piedi con la testa appoggiata sul mobile del salone. La seconda, Emma, fino ad un anno fa era una così detta “buona forchetta”. Una volta qualcuno di noi le disse che sarebbe venuto il Lupo per qualcosa che aveva o stava facendo. Lei mi si avvicinò all’orecchio e mi disse: “Mamma noi ce lo mangiamo il lupo, vero”? Per quanto riguarda la più piccolina, Irene, posso dire che è furbetta e ruffiana, quindi quando combina una marachella viene da me con il sorriso e lo sguardo languido dicendo che lei è bella (intendendo dire che è brava).

Com’è stato il primo giorno in cui hai portato i tuoi piccoli all’asilo? Loro come hanno reagito, ma soprattutto tu hai versato qualche lacrima?

Avendo tre figli per me ci sono stati tre primi giorni, tutti diversi ma comunque emozionanti allo stesso modo. Per ognuna di loro ho fatto l’inserimento i primi giorni. Maria Luisa aveva quasi tre anni quando iniziò. Nonostante la sua timidezza e il suo essere un po’ introversa, cominciò subito a giocare con gli altri bimbi, tanto che il primo giorno non voleva andare via. Questo mi ha fatto capire che era necessario per lei poter interagire con altre bimbe della sua età, infatti Emma ha iniziato prima a 2 anni e Irene ancora prima, ad 1 anno. Tutte e due hanno pianto un po’ soprattutto i primi giorni quando andavo via. Io solo la prima volta ho tradito un po’ di emozione con Maria Luisa.

Secondo te quali caratteristiche irrinunciabili deve avere un asilo nido o scuola dell’infanzia?

Secondo me, le condizioni necessarie ed irrinunciabili per un asilo sono: la pulizia, la professionalità, la competenza e non ultima l’igiene.

Tu andavi all’asilo? Che ricordi hai di te bimba?

Io ho frequentato molto poco la scuola dell’infanzia. Di quando ero bimba ricordo con tanta nostalgia le “vacanze”, sia estive che invernali, in campagna da mia nonna materna. La libertà di stare a stretto contatto con la natura, da sola, senza nessuno che ci controllava troppo, per me non aveva prezzo. Mi spiace che per le mie figlie non può essere altrettanto.

Perché hai scelto La Tartaruga e come ti aiuta la struttura nella gestione e educazione dei tuoi bimbi?

Era l’anno 2011, ci eravamo appena trasferiti da Roma a Marco Simone. Non conoscevamo nessuno e così pensai di fare un giro sul web per vedere qualche asilo nelle vicinanze. Trovai la Tartaruga ed andando a vederlo mi colpì molto la struttura “familiare” con quei grandi spazi esterni. Anche la figura di Claudia ebbe il suo effetto positivo nella mia scelta. Come ho detto, l’asilo mi è stato, e mi è tuttora, di grande aiuto perché fa intraprendere alle bambine molti percorsi “extra”, dalle attività sportive a quelle didattiche passando per quelle musicali, che favoriscono l’accrescimento cognitivo e personale. Dal punto di vista educativo poi è un supplemento fondamentale alla base che diamo noi genitori.