Dormire da soli. Alcune regole per la sopravvivenza

Il momento della nanna... un momento intimo, delicato, soprattutto quando i nostri figli sono molto piccoli. Staccarli dalle braccia della mamma non è impresa facile. Vi diamo alcuni semplici regole per evitare traumi e pianti a dirotto.

Distacco dalla mamma 

Il momento della nanna è un momento intimo, delicato, soprattutto quando i nostri figli sono molto piccoli. È impresa ardua staccare il bambino dalle braccia della mamma nel momento del sonnellino. A volte neanche il papà riesci a calmare il pianto a dirotto del proprio cucciolo. Quante volte, care mamme, vi siete addormentate con loro addosso in posizioni complicatissime che neanche a lezione di yoga riuscireste a fare tanto, svegliandovi solo perché non sentite più le braccia? Una fatica ripagata dalla dolcezza dei loro occhietti assonnati e da quel buonissimo profumo che hanno solo i bambini piccoli. 

Tuttavia, arriva un momento in cui dovete staccarvi, dare ad altri, nonni, zii, baby-sitter il compito di cullarli. È un passaggio delicato quanto inevitabile che ha bisogno di molta, moltissima pazienza e di alcune semplici regole:

1. Siate abitudinari. Che sia la nonna o la baby-sitter a prendersi cura dei vostri bambini, per farli addormentare è necessario ripetere lo stesso rituale fatto con la mamma prima di andare a letto che, di norma è “bagnetto, pappa, denti, fiaba e ninne”, fate in modo che venga fatto alla stessa ora cui sono soliti farlo con mamma e papà.

2. Scegliete un “compagno”. Gli esperti lo chiamano oggetto transizionale ovvero un oggetto capace di sostituire il contatto con la mano e il corpo della mamma. Di solito è un pupazzo (anche più di uno!), una bambola o un giocattolo di stoffa morbido. Per i bambini la loro presenza è rassicurante e li aiuta a gestire l’ansia di addormentarsi da soli. Vi ricordate la famosa coperta di Linus?

3. Suonate dolcemente. Non vi stiamo chiedendo di insegnare ad altri le particolarissime Ninna Nanne che inventate per loro ogni sera (come potreste?), ma di provare ad accompagnare questo distacco inserendo una melodia rilassante che suoni da un carillon o una fiaba sonora.

4. Luce fu. Quando è venuto il momento di accompagnarli nel proprio lettino o culla, tenete sempre una lucina accesa, ne esistono di ogni forma.

5. Senza fretta. Pensare di sostituire la figura materna in tempi brevi e senza contraccolpi è impensabile. Il rapporto tra madre e figlio è simbiotico e si rafforza giorno dopo giorno con l’allattamento, è una relazione vitale di piena fiducia e totale abbandono. Per questo, l’introduzione di una figura diversa che, in alcuni casi, può essere anche il padre, deve avvenire gradualmente.


Cosleeping: giusto o no? 

Il lettone di mamma e papà è per tutti i bambini il luogo di capriole, salti, giochi sotto le coperte, ma soprattutto il posto ideale per addormentarsi, anche se hanno già un letto e una stanzetta tutta per loro. Da anni ormai si parla della pratica del cosleeping, termine inglese che sta ad indicare la pratica di dormire insieme ai propri genitori, sia che si parli di bed –sharing, dormire nello stesso letto, sia di room –sharing, nella stessa stanza. 

C’è chi lo considera dannoso e chi, come Alessandra Bortolotti, psicologa perinatale, ritiene sia, invece, indispensabile per rendere i nostri bambini più indipendenti ed empatici: “I lattanti che fanno la nanna con i genitori sono più sereni e dormono meglio” 

In un’intervista a Donna Moderna, la psicologa spiega quali sono i benefici di questa condivisione del sonno, tutt'altro, a suo dire, che paragonabile ad un vizio. Ecco alcuni: 

  1. Serenità. L’allontanamento dalla mamma può generare un forte stress nei piccoli, facendo calare i recettori della serotonina, l’ormone del buon umore. Per questo, tenerli vicini, anche solo nella stessa stanza, diminuisce lo stress e rende i piccoli più tranquilli. 
  2. Si dorme di più. Consigliato soprattutto alle mamme che lavorano, il cosleeping porta il bambino a dormire di più e nel caso di allattamento questo dura più a lungo. 
  3. Difese immunitarie più forti. Conseguenza del punto precedente, poppate più lunghe significano un maggior apporto di sostanze nutritive presenti nel latte materno. 
  4. Sicurezza. Secondo molti studi, i bambini che dormono con mamma e papà hanno un sonno più leggero con una maggiore concentrazione di ossigeno nel sangue che in caso di disturbi respiratori, ad esempio, rende i piccoli più reattivi. 

Naturalmente, affinché tale pratica porti dei benefici è bene prendere alcuni provvedimenti, chiamiamoli di sicurezza: 

  • Fate dormire il bambino sulla schiena (anche se in room-sharing) 
  • Eliminate tutti quegli oggetti che potrebbero attorcigliarsi al bambino durante il sonno 
  • Non copritelo troppo e assicuratevi che la testa del bambino sia sempre scoperta 
  • Evitate spazi o fessure che possano far cadere il bambino o intrappolarlo 
  • Se siete malate o molto stanche evitate il bed-sharing, dovete poter sempre sentire la sua presenza accanto a voi. 

Ovviamente i nostri sono solo piccoli suggerimenti generici, sappiamo bene che ogni bambino e ogni madre hanno tempi e abitudini proprie e che essere flessibili e rompere le regole quando necessario sono le uniche regole da rispettare.