Congedo di paternità

Prendiamo esempio dalla Svezia: obbligatorio di 60 giorni

All’inizio di novembre, Valeria Fedeli, vicepresidente del Senato ha presentato una proposta di legge per allungare il congedo di paternità obbligatorio da un giorno a 15. Un esperimento che dovrebbe servire a mettere madri e padri sullo stesso piano nell’accudimento dei figli nei primi giorni di vita e, più in generale, a diffondere la cultura dell’uguaglianza di genere. 

Questa proposta ci riporta ad altre realtà ben più preparate della nostra quando si parla di welfare e di assistenza alle famiglie. Tra queste citiamo, ma non vuole essere un confronto che certamente risulterebbe impari, la Svezia, paese che più di altri in Europa dedica risorse ed energie alla famiglia. Lo Stato, infatti, concede ai neo-genitori ben 480 giorni di congedo pagati, 60 dei quali spettano obbligatoriamente ai padri, vuol dire che se non ne usufruiranno quei giorni andranno persi. Ma non solo, perché si favorisca una reale parità tra uomo e donna è stato stanziato anche un bonus massimo di 1500 euro per quelle famiglie che riescono a gestire la prole in modo equo durante l’anno. 

Essere genitori è considerato un ruolo fondamentale anche dalle aziende private che nel caso di assenza dei propri dipendenti per malattia dei figli, anche dopo il primo anno di età, corrispondono il 20% del salario, l’80% è invece pagato dallo stato svedese.

Tuttavia, non tutti i padri svedesi decidono di usufruire di quei 60 giorni lasciando quasi tutte le incombenze alle madri, per questa ragione il fotografo Johan Bävman ha realizzato un progetto fotografico ironico mostrando le gioie e i “dolori” dei padri che scelgono di restare con i propri figli, mentre le madri sono a lavoro (in Svezia più del 72% delle donne lavora). Pappe, bagnetti, favole della buona notte, pannolini, pianti a dirotto e giochi mentre si passa l’aspirapolvere, questo e molto altro diventa una straordinaria quotidianità che Bävman invita a vivere e sperimentare almeno una volta.

Le foto sono diventate virali anche da noi in Italia, molti forum di mamme e pagine social hanno riportato le immagini non nascondendo l’invidia per quello che accade nel nord Europa, ma si sa certi retaggi culturali sono difficili da cancellare. Forse il segreto è iniziare a piccoli passi, sperando che anche in Italia, dove persino una madre ha difficoltà a vedere riconosciuto il proprio ruolo, lo Stato si accorga dell’importanza di essere genitori.