Come nasce un capriccio?

Strillare, sbattere i piedi, piangere a dirotto spesso sono una reazione a bisogni che non sono in grado di esprimere diversamente.

Generalmente pensiamo che i capricci dei nostri piccoli siano l’espressione di un comportamento egocentrico e irrazionale. Ma se provassimo ad essere più empatici nei loro confronti capiremmo che il loro pianto, quel dimenarsi senza controllo esprimono bisogni ed emozioni che non riescono a definire o esprimere diversamente.

La rivista Uppa (un pediatra per amico) ha dedicato uno “Speciali capricci” all’ argomento interpellando lo psicoanalista Paolo Roccato. Dall’ analisi dell’esperto sono emersi 5 bisogni che spingono un bambino a fare il capriccioso.


1)Mancanza di affetto

Il bambino cerca nell’adulto conferme concrete sui suoi sentimenti. Questa mancanza accade per diversi motivi per cui l’unica soluzione è quella di farlo sentire rassicurato nel miglior modo possibile;

2)Sentirsi autorevole

Il bambino sfida l’adulto per capire quanto potere ha lui nei suoi confronti. Analizza principalmente fino a dove può arrivare e cosa può ottenere. Il suo bisogno nasce per due motivi:

-non sentirsi solo, ossia ha bisogno di verificare che è realmente affidato a qualcuno;

-non sentirsi oppresso, ossia ha bisogno di sentirsi libero nel compiere le azioni 

3)Sentirsi al sicuroIl bambino cerca in un adulto fermezza e chiarezza. Ha bisogno di qualcuno che gli indichi in modo sicuro i limiti e le regole per cui lui si dovrà muovere nel mondo esterno. L’autorità e la sicurezza dell’adulto sono fondamentali per un bambino, perché sono queste a trasmettergli quel senso di stabilità e sicurezza che gli permetterà di stare nella società

4)Sentirsi autonomo

Il bambino cerca di “forzare” la sua necessità di sentirsi abbastanza autonomo con le proprie forze e competenze

5)Riconoscersi come persona

Il bambino cerca attenzioni affinché venga riconosciuto come persona, ossia per i suoi pensieri, desideri e voleri.

Il capriccio è un fenomeno che difficilmente trova un compromesso nella relazione adulto-bambino. Quando avviene, la comunicazione di entrambi viene fraintesa generando di conseguenza emozioni negative che vengono risolte solo attraverso rimproveri, a volte anche fuori controllo. I rimproveri sono necessari e sani, quando si comprendono le ragioni del capriccio, quando si impiega tempo e pazienza per affrontare insieme al proprio piccolo la situazione nel quale si trova o che lo fa sentire frustrato . Certo, non è sempre facile, ma è necessario provarci perché i nostri figli crescano sereni e sicuri di se.

Questo genere di comunicazioni, se ascoltate e affrontate insieme, trasmette al bambino la percezione che voi siete dalla sua parte e che non volete ostacolarlo o limitarlo come persona.